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«Il recupero del rapporto con i circoli di tutta la provincia, che devono contare nelle decisioni del partito. È questo il vero segnale di rinnovamento. Peraltro siamo nei territori dove prende molti consensi la Lega Nord, un partito che si vanta del proprio radicamento ma che in realtà a livello decisionale è quanto di più centralista ci sia in circolazione». Pietro Bisinella, 44 anni, sindaco a Leno riconfermato alle ultime elezioni, lavora allo Ial Cisl e collabora con l’università di Brescia. Dal 24 gennaio è anche segretario provinciale del Partito democratico. Partiamo dalla Lega: se prende tanti voti, un legame con gli elettori ce l’avrà pure. O no? I disagi reali meritano risposte adeguate che la Lega non dà: governa da 15 anni fingendo di fare opposizione mentre sta al Governo sistemando i propri uomini nei centri di potere. La Lega è un mostro che divorerà anche il Pdl, se non inizierà a mettere un argine alla situazione. Dice di non essere razzista ma nei comportamenti concreti lo è. Ricordo che le leggi razziali passarono grazie al silenzio degli onesti. A noi il compito di dare voce a quel popolo e di dare risposte adeguate alla complessità dei problemi. Uno dei tasti su cui batte la Lega è quello del rapporto tra immigrazione e sicurezza. Lei cosa pensa a riguardo? Le regole valgono per tutti, immigrati e italiani. E sono regole uguali: si sanzionano i comportamenti individuali e non la razza. Questa è la democrazia, non certo le campagne contro le razze o le religioni. Fra un pò ci sono le Regionali, quali le priorità? La crisi è tutt’altro che finita. Ci sono situazioni sempre più difficili, ci sono casi di disperazione Servono politiche di sostegno attive. Credo che la tenuta del sistema sociale sia a rischio: non voglio fare allarmismo inutile, ma è una paura che ho. la politica sia più attenta ai problemi reali. Altre priorità per la Lombardia? C’è il tema delle infrastrutture, che però devono avere senso e servire realmente le realtà produttive. Lo sfruttamento del territorio fine a sé stesso non porta a grandi risultati. Ci vogliono attività produttive vere: forse ci siamo abituati a guadagnare troppo e in fretta. Meglio pensare a guadagnare meno ma con più stabilità. Quale è lo stato di salute del Pd e del centrosinistra? Sofferente, ma ci sono anticorpi importanti. Abbiamo un grande patrimonio di idee, servono le persone adatte a rappresentarle. Ho sognato per molti anni questi partito e mi rendo conto che fa fatica a uscire. Siamo «democratici» e a volte l’esercizio della democrazia è difficile, si litiga e si discute a lungo. È però anche una fortuna: non abbiamo un padrone. Il popolo della libertà siamo noi, non è il caminetto di Arcore dove prendono le decisioni in tre. Farete grandi esercizi di democrazia, ma il Pd non sfonda. Bisogna far capire alle persone chi siamo e cosa vogliamo. Si fa fatica a far passare un messaggio di chiarezza. Sono però convinto che il tempo ci darà ragione. Già prevede la sconfitta alle Regionali? No, anche se è inutile negare che la partita è difficile. Ma c’è modo e modo di perdere. E anche di vincere. Il Pdl ha deciso di farlo con la Lega, che poi condiziona tutti. Primarie: partecipazione, democrazia, oltre al confronto anche una grande occasione per litigare e far brutte figure. A Brescia abbiamo fatto un bel dibattito e abbiamo portato linfa nuova al partito. Da altre parti un pò meno. In effetti in Puglia non siete stati brillanti. Io avrei votato Vendola senza problemi. Per cambiare un presidente di Regione uscente ci vogliono motivi seri, non basta decidere di fare nuove alleanze. E Vendola ha governato bene. Lo hanno votato davvero in tanti: l’elettorato è oggi molto più mobile che in passato e questa è una novità positiva. Di cui i partiti, anche il nostro, farebbero bene a prenderne atto. Il mondo va avanti, anche oltre i palazzi del potere. E sulle alleanze future? Non ho nemici nel partito e nemmeno a sinistra. Un ragionamento andrà fatto con l’Udc: le convergenze sono possibili. Un impegno che mi prendo come segretario. Un’ultima domanda: lavoro, sindaco di Leno e ora segretario provinciale. Non ha paura che sia un pò troppo? La mia priorità è fare il sindaco, ma sono orgoglioso di essere stato scelto per guidare il partito e mi impegnerò a farlo.
(Antonella Gallazzi)
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Primarie 2010 per eleggere il segretario provinciale, i risultati:
52 votanti
GianBattista Ferrari 71%
Riccardo Frati 23%
Piero Bisinella 6%
Nuova Coordinatrice PD Sirmione: Arch. Irma Cipriano
Risultati primarie '09 a Sirmione:
Votanti: 247
Nazionale: Bersani 104, 42%, Franceschini 53, 21%,
Marino 90, 36%;
Regionale: Martina 103, 42%; Angiolini 89, 36%;
Fiano 52; 21%
Risultati congresso di Sirmione:
Bersani 26,3%
Franceschini 10,5%
Marino 63,2%
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